Zona Martiska

“La musica esiste nel tempo; l’architettura nello spazio. La danza vive contemporaneamente nel tempo e nello spazio.”

Curt Sachs

Il progetto

Zona Martiska è un’opera immersiva in cui performer e pubblico si fondono in un’esperienza intima di esplorazione urbana. Liberamente ispirata a Stalker di A.Tarkovskij, la performance diviene viaggio all’interno di architetture inesplorate o solitamente inaccessibili, in cui i performer diventano guide e accompagnano il pubblico attraverso una coreografia di danza contemporanea. Il pubblico diventa parte attiva dell’opera, che cambia in base a come visitatori e performer decidono di esplorare lo spazio: un sistema tecnologico interattivo mette in comunicazione performance, pubblico e architettura. I luoghi acquisiscono nuova voce e diventano, insieme ai visitatori, parte attiva nella co-creazione dell’opera stessa.

Sistemi tecnologici al servizio della creazione di un’opera artistica

Nella scena culturale contemporanea, con particolare riguardo al caso dell’arte performativa, sempre più spesso la tecnologia diventa strumento a servizio del prodotto artistico, contribuendo a instaurare nuove modalità di percezione dell’opera. L’osservazione di sistemi digitali come proiezioni, video mapping o data visualization dimostra come la tecnologia possa essere utilizzata in diretta nelle performance per aumentare e rendere visibili informazioni una volta impossibili da comunicare, costituendo un nuovo livello di comunicazione che si sovrappone a quella corporea e la rende “aumentata”.

Altre tipologie di sistemi tecnologici all’avanguardia come intelligenza artificiale e algoritmi generativi possono invece essere utilizzati nel processo di creazione dell’opera, permettendo all’artista di esplorare e testare dispositivi tecnologici come estensioni del proprio corpo, diventando veri e propri strumenti reinterpretativi.

Il progetto Zona Martiska intende utilizzare lo strumento tecnologico per entrambi gli scopi:

la costituzione di un modello fisico-digitale servirà come strumento di creazione e di elaborazione dell’opera (in una prima fase) e allo stesso tempo genererà un output in diretta durante la Performance, permettendo inoltre il coinvolgimento del pubblico come parte attiva della co-creazione dell’opera stessa.

L’osservazione della tecnologia digitale applicata all’architettura riguarda nello specifico l’ambito del monitoraggio degli edifici e delle dinamiche urbane. Al giorno d’oggi le reti digitali permettono alle città e agli edifici di comunicare: l’architettura acquisisce una nuova voce grazie a sensori che raccolgono informazioni sullo stato degli edifici e dei loro occupanti, misurando e comunicando i movimenti delle persone nelle architetture e nello spazio urbano.

Cosa succederebbe se tali sistemi venissero applicati nell’ambito di una performance artistica? Qual è il risultato in potenza di un’opera performativa che fa leva sulla tecnologia per permettere all’architettura di comunicare? Come si può trasformare il contesto spaziale in parte integrante e attiva della performance?

In seguito a tali riflessioni, Zona Martiska si pone come anello di giunzione tra le tecnologie utilizzate nei due campi citati, facendo leva sulla sensoristica e sulle reti di monitoraggio dei flussi all’interno di uno spazio architettonico con la finalità di un’opera performativa “aumentata” dalle informazioni rilevate in tempo reale. La generazione sonora è il risultato della lettura spaziale, comunicata al sistema dal performer, dal pubblico e dall’architettura stessa.

“…la Zona è un organismo in continuo mutamento: ciò che era sicuro prima ora può essere impervio e pericoloso…” Stalker, Andrej Arsenevič Tarkovskij

Dalla genesi alla performance

Zona Martiska si pone come output finale la realizzazione di una Performance dal vivo, nell’ottica di una replicabilità in diversi contesti e attraverso la creazione di un format – dato dalla tipologia di spettacolo e dallo sviluppo dell’assetto tecnologico. La Performance è un’opera immersiva e collettiva in cui performer e pubblico si fondono in un’esperienza unica di esplorazione urbana. Attraverso un sistema fisico e digitale in grado di generare una nuova interazione tra danza, suono e architettura, il pubblico è coinvolto nella co-creazione di un’opera transmediale site specific, unica e ogni volta differente.

Liberamente ispirata a Stalker, film di fantascienza del 1979 diretto da Andrej Arsenevič Tarkovskij, la Performance diventa esplorazione di un luogo solitamente inaccessibile: il performer accompagna il pubblico attraverso una coreografia di danza contemporanea e teatro fisico. Il pubblico diventa parte attiva dell’opera, che cambia in base a come i visitatori decidono di esplorare lo spazio: il sistema tecnologico li mette in comunicazione con il luogo e con il suono.

Zona Martiska rende omaggio nel titolo alla pellicola cinematografica da cui il progetto trae ispirazione. La “Zona” è l’area inaccessibile in cui lo “Stalker” (il cui nome deriva dal verbo inglese to stalk, muoversi furtivamente) conduce illegalmente gli altri due personaggi, lo “Scienziato” e lo “Scrittore”. Un luogo inesplorato e sempre mutevole, in cui la natura si è riappropriata degli spazi, il confine tra naturale e artificiale è sfocato e ogni percorso si modifica di ora in ora. I personaggi attraversano ed esplorano l’ambiente, con l’obiettivo di raggiungere una “Stanza dei Desideri” che sembra possa realizzare la più intima fantasia di chi vi acceda. Lo Stalker, lo Scienziato e lo Scrittore compiono nella Zona un viaggio fisico e mentale, che è metafora di un percorso introspettivo in cui l’uomo tenta di divenire consapevole di se stesso e si interroga sul suo essere creatore di opere d’arte.

“Martiska” è la bambina, figlia dello Stalker, con cui si apre e si chiude l’opera cinematografica. Non può camminare, ma rivela nell’ultima scena il suo sguardo prodigioso, in grado di modificare la realtà che la circonda. La bambina rappresenta il termine ultimo del processo di acquisizione di consapevolezza, il momento in cui l’uomo è in grado di liberarsi degli strumenti fisici e ordinari di indagine della conoscenza, trasformandosi in soggettività creatrice: la realtà diviene semplice rappresentazione artistica.

Zona Martiska identifica allo stesso tempo un luogo fisico – la Zona delle nostre città che è spesso inesplorata e inaccessibile – e la metafora (rappresentata nel film dalla bambina Martiska) di uno schema mentale scardinato, dell’abbandono di preconcetti cerebrali in funzione di un’indagine sensoriale, di un percorso conoscitivo che fa leva sull’intensificazione della percezione verso la scoperta di uno spazio fisico, mentale e artistico.

Tra marzo, aprile e maggio 2019 sono stati realizzati due workshop a carattere residenziale che hanno coinvolto il team Zona Martiska, la coreografa Simona Deaconescu e le tre performer presso la Lavanderia a Vapore di Collegno, grazie al supporto di Fondazione Piemonte dal Vivo. A fine maggio, la prima importante verifica del progetto: 80 operatori del settore hanno preso parte al testing tecnologico del sistema di Zona Martiska nella cornice del Festival Interplay 2019.

Le parole chiave

esplorazione / architettura / percezione / mappatura sonora / interazione / site specific / stalker / co-creazione / transmediale

Video ZM

Teaser Studio Zona Martiska
Lavanderia a Vapore
Festival Interplay
30 maggio 2019

Chi siamo

un progetto di sperimentazione performativa e sonora
Promosso dall’Associazione COORPI

Chiara Borghi _project management
Denise Aimar _visual design
Gianluca Bargis _sound design
Mattia Fusaro _styling
Luca Giacolini _interaction design
Antonella Zeverino _design monitoring

con la collaborazione di:
Rajan Craveri _tecnologia
Simona Deaconescu _coreografia
Lucia Mazzoleni _in scena
Kadri Sirel _in scena
Camilla Soave _in scena

COLLETTIVO ZONA MARTISKA

Zona Martiska è presentata da un collettivo informale e multidisciplinare di professionisti nei campi della progettazione, delle arti visive e performative, del sound e dell’interaction design, nelle figure di Chiara Borghi (project manager), Denise Aimar, Gianluca Bargis, Mattia Fusaro, Luca Giacolini, Antonella Zeverino. Il nucleo fondante trova supporto e mentorship nell’Associazione COORPI, che da anni esplora nuove modalità di comunicazione attraverso progetti multidisciplinari che uniscono linguaggi performativi, visivi, sonori e digitali, alle storie delle persone e le loro emozioni.

Simona Deaconescu, coreografa riconosciuta a livello internazionale per performance di danza basate sulle più recenti ricerche nel campo della scienza cognitiva e delle filosofie del futuro, fondatrice di Tangaj Collective, una compagnia di danza indipendente che sviluppa progetti innovativi nel campo della performance e della video arte, all’intersezione tra arte e scienza.

http://www.tangajdance.com/simona-deaconescu/

Rajan Craveri, videosound artist, fondatore della compagnia Micron, porta avanti una ricerca costante nel campo dei new media, approfondendo in particolare il tema dei sistemi interattivi applicati all’arte performativa realizzando installazioni interattive e progetti multimediali site specific.

Chiara Borghi è architetto presso uno studio internazionale di design e innovazione in cui si misura nella definizione e nella gestione di progetti dal carattere altamente sperimentale, che prevedono l’utilizzo della tecnologia come strumento a servizio del concept e del processo creativo. Si occupa di progetti a diversa scala, sia nel campo dell’architettura, fino al design e all’installazione. Nell’ambito della presente proposta Chiara unisce il suo interesse per l’oggetto architettonico come spazio misurabile ed esplorabile, alla sua esperienza nella gestione di progetti innovativi e nel campo delle nuove tecnologie.

Denise Aimar nasce nel 1991 a Torino. . Danzatrice da sempre, fin da piccola nutre curiosità per gli equilibri delle immagini. Appena scopre la realtà della fotografia si cimenta nella cattura di quegli attimi sfuggenti. Visual-designer formatasi al Politecnico di Torino, si specializza in grafica e comunicazione visiva. Incontra nel 2013 il maestro Franco Fontana, grazie al quale entra a far parte del gruppo di artisti fotografi “Quelli di Franco Fontana” dove comincia a lavorare con passione realizzando diverse Mostre fotografiche. Attualmente lavora come freelance per privati e aziende nazionali ed è coinvolta in diversi progetti dove opera e sperimenta a stretto contatto con altri designers, fotografi, architetti e ingegneri.

Gianluca Bargis è sound designer e compositore con esperienza pluriennale nel campo della musica e della composizione. La passione per la musica da tutta la vita gli ha permesso di acquisire esperienza e conoscenza nel campo attraverso un’educazione in primo luogo informale: suona la chitarra dall’età di 6 anni e ha intrapreso la carriera artistica da giovanissimo, portando avanti progetti sia come solista che in diversi gruppi musicali della scena torinese. Come cantautore ha prodotto 3 dischi e suonato live per diversi anni, aprendo anche concerti di artisti come Paola Turci e Offlaga Disco Pax. Da quattro anni collabora stabilmente con il cantautore Fabrizio Scolletta in qualità di musicista e produttore artistico, svolgendo attività live in tutto il Nord Italia. Nel 2011 è stato ospite della trasmissione Fahrenheit su Radio3 in diretta dal Salone del Libro di Torino. Nel 2007 è stato intervistato e citato nel libro “Torino, canzoni al Valentino, guida alla città e alle sue canzoni” di Isabella Maria Zoppi, edito da Zona. Ha lavorato alla realizzazione di numerosi dischi e singoli musicali in veste di fonico, musicista, compositore di testi e musiche, arrangiatore.
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Mattia Fusaro come fotografo e stylist nasce dalla commistione tra una forte passione nei riguardi della moda come strumento artistico di espressione personale.Sin da giovanissimo, dà sfogo alla propria creatività combinando e modificando capi di abbigliamento, coltivando così la propria conoscenza di tessuti, forme, colori ed il loro impatto visivo ed emotivo. Durante il corso in Design e Comunicazione Visiva al Politecnico di Torino apprende l’importanza e la potenza dell’immagine come strumento comunicativo; inizia così un percorso di studi parallelo da autodidatta incentrato su fotografia e videomaking. L’esperienza decennale nel campo del retail come personal shopper lo aiuta ad applicare la propria visione di styling sulle persone perfezionando così il suo occhio critico al fine di esaltare al meglio l’immagine di ogni individuo; da qui ha origine una continua ricerca di soggetti per i propri lavori. Nelle sue foto si trovano modelli non professionisti selezionati per le vie ed i bar di Torino, la sua città.

Luca Giacolini si laurea in Masters on Interactive Art and Design presso Interactive Architecture Lab,The Bartlett, London, United Kingdom. Con una formazione ibrida tra disegno industriale, interazione uomo-macchina e architettura cinetica, ha sempre visto nella multi-disciplinarietà un forte valore aggiunto. Questo lo ha portato ad interessarsi alla progettazione in senso lato, coinvolgendo trasversalmente diverse discipline, al fine di sviluppare concept integrati e innovativi. Attualmente lavora presso CARLO RATTI E ASSOCIATI, studio internazionale di design e innovazione di Torino, applicandosi a progetti di architettura e installazioni con elevato contenuto tecnologico e sperimentale.

Antonella Zeverino studia Design e Comunicazione Visiva al Politecnico di Torino. Attualmente frequenta un master presso la Domus Academy di Milano in Business Design. Da sempre interessata al mondo del design, dell’exhibit e della progettazione più in generale, ama confrontarsi con sfide sempre diverse, come l’ultima, la progettazione di un Performance dal carattere innovativo e culturale. Fra gli ultimi lavori si menzionano due exhibition: APE Arti per l’Ecoborgo, una mostra d’arte diffusa nel quartiere Campidoglio a Torino e Homo Faber (Torino), una riqualificazione delle botteghe di due artigiani attraverso l’arte e la condivisione.

Lucia Mazzoleni danzatrice freelance diplomata all’Accademia Opus Ballet di Firenze. Nel suo percorso formativo tocca diversi linguaggi coreutici: danza classica, danza moderna, musical, hip hop, house, hip hop contaminato, danza contemporanea, contact improvisation, improvvisazione. Ha lavorato nella compagnia Teatrodanza KIMEIA diretta da Valerio Bellini, nella Compagnia di Danza Contemporanea ELSE4MOTION diretta da Serena Susani; come danzatrice freelance ha collaborato con vari coreografi come Sharon Fridman, Anna Marocco, Sara Marasso e con la regista Maria Pecchioli. Come autrice ha lavorato con il graphic designer, videomaker e digital compositor Carlo Alleva nell’ambito artistico e sperimentale della video-danza, interessandosi del co-innesto, la coesistenza tra video e movimento/danza. Il duo produce il lavoro “12 mq”, progetto di studio video-danza. E’ organizzatrice del progetto e piattaforma di condivisione di pratiche coreutiche contemporanee Shared Training Torino.

Camilla Soave è nata a Torino nel 1990. Si è laureata presso il DAMS dell’Università di Torino. Attualmente è impegnata in un progetto performativo con Ajariot – Performing Arts Collective presso NTL Nordisk Teaterlaboratorium. Nel 2018 viene insignita del premio Palcos Instáveis ​​- Primeiras Obras. Nel 2017 ha frequentato il FAICC, Advanced Formation in Coreografia e creazione presso il Companhia Instável di Porto. Nello stesso anno è stata premiata con l’autofocus # 09VanniOcchiali Nesxt – Independent Art Festival. Nel 2017 ha preso parte a Performing Objects, nella pièce di Anna Franceschini nella galleria Kunstraum di Londra. Nel 2016 ha collaborato con l’Associazione Culturale Mosaico Danza per l’organizzazione dell’Interplay Festival, Festival Internazionale di Danza Contemporanea di Torino. Nello stesso anno ottiene borsa di studio presso la compgania Sosta Palmizi, con il coreografo Giorgio Rossi.

Kadri Sirel danzatrice e performer estone, vive e lavora a Torino. Si è diplomata in danza contemporanea presso la Anton Bruckner Privatuniversität, Institute of Dance Arts di Linz, Austria. Ha lavorato, fra gli altri, con coreografi quali: Ruslan Stepanov, Andrea Costanzo Martini e Emanuel Gat.

Sostenitori e partners

Un progetto promosso da COORPI, realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito di “ORA!X Strade per creativi under 30” e sviluppato in residenza presso la Lavanderia a Vapore – Centro di Residenza della Danza con il sostegno di Piemonte dal Vivo.

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